Amare il proprio lavoro cambiando il modo di lavorare

Amare il proprio lavoro

“Se troverete di che vivere da un lavoro che amate, avrete scoperto il segreto per vivere una vita felice.

Questa frase l’ho letta in un libro, citazione di una mamma, e racchiude una grossa verità: non saremo mai felici se non faremo un lavoro che amiamo e ci piace. Non è detto che lo saremo in caso contrario, ma è molto più probabile!

 

Peggio per gli altri significa peggio per noi!

Purtroppo mi capita spesso di incontrare persone che non sembrano amare il proprio lavoro: spesso non sorridono con un cliente, magari sono frettolose o distratte, non vedono l’ora che la giornata finisca per smettere di “faticare”, si alzano di malavoglia pensando al lavoro, sono impazienti di andarsene in ferie per non lavorare qualche settimana.

Oltre a non considerare a debito modo la fortuna (oggi più che mai) di avere un lavoro, sembrano non amare il proprio lavoro per nulla. Evidentemente ignorano le sagge parole con cui ho aperto questo articolo.

L’ideale sarebbe trasformare una propria passione, un interesse, qualcosa che amiamo fare, in un lavoro: se traduciamo qualcosa che ci piace fare senza essere pagati in un lavoro per il quale siamo, invece, retribuiti, sicuramente lo faremo volentieri e ci metteremo la passione e la grinta per farlo veramente bene.

Ma non sempre questo è possibile. Come fare?

 

Come amare il proprio lavoro

Per amare il proprio lavoro dobbiamo semplicemente amare.

Innanzitutto comprensione, ossia capire il valore del lavoro che facciamo, a chi è utile, come migliora la vita di chi ci sta vicino, di coloro che conosciamo e di coloro che invece sono sconosciuti.

Comprendere le caratteristiche positive, al di là di quelle che non ci piacciono.

Accettazione. Ossia apprezzare il nostro lavoro per quello che è, sapendo accettare anche gli aspetti che consideriamo negativi.

Un buon modo può essere quello di rifletterci sopra e chiederci a chi potrebbero piacere le cose che a noi non piacciono e perché, e cominciare a svolgere anche certi compiti sgradevoli con un atteggiamento differente.

Rispetto per quello che è il nostro ruolo, le nostre mansioni e i nostri compiti. Invece di considerarne alcuni umilianti (nessun lavoro è umiliante) o spregevoli, dovremmo comprendere come anche questi sono importanti ed utili.

Dovremmo anche metterci creatività, escogitando modi nuovi per renderlo sempre più utile e divertente.

Dovremmo lavorare con calma, scegliendo di svolgere ogni mansione con cura, senza tralasciare nulla o lavorare in modo distratto o superficiale: più attenzione e impegno poniamo nelle cose, più queste ci appassioneranno e interesseranno.

 

La bellezza del lavoro dipende anche da noi

La cosa più importante per amare il proprio lavoro è che l’amore è una scelta, e possiamo compierla sempre, ogni giorno.

Non è che il nostro lavoro è noioso o brutto: a noi sembra così.

L’atteggiamento mentale è determinante. Se smettiamo di lamentarci, di osservare tutte le cose noioso o che troviamo sgradevoli e ci concentriamo su quello che di positivo e prezioso stiamo facendo, possiamo incominciare ad amare il nostro lavoro a partire da subito.

Prima di pensare a cambiare lavoro, dobbiamo provare (e riuscire) a cambiare il nostro atteggiamento nei suoi confronti.

Allora sì che tutti impareranno veramente ad amare il proprio lavoro.

Questo articolo è stato pubblicato la prima volta il 22/08/2011

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