Amore per il prossimo: cosa significa davvero

Amore per il prossimo

Tutti siamo persuasi che sia giusto provare amore per il prossimo, ma come accadeva duemila anni fa, è forse importante accertarci di sapere davvero chi è il nostro prossimo.

Amore per il prossimo significa rispetto per coloro che sono diversi da noi, che si tratti di una diversità culturale, per via di tradizioni e costumi lontani, del colore della pelle, più scuro del nostro, oppure che si tratti della nazionalità, senza fare eccezioni per coloro che, venendo dall’est o dal sud del mondo, spesso sono considerati negativamente.

 

Amore per il prossimo: chi dobbiamo amare?

Il ragazzo rom che lavora nelle nostre campagne, il senegalese che raccoglie le nostre arance, la ragazza ucraina che fa la badante ai nostri anziani, solo per fare qualche esempio.

Loro sono il nostro prossimo che deve ricevere il nostro amore, il nostro rispetto e sempre il nostro perdono.

Amore per il prossimo significa “fare agli altri quel che vorremmo fosse fatto a noi”.

Ci piace essere insultati? Apprezziamo coloro che non vogliono conoscerci ma ci giudicano negativamente? Siamo felici di essere umiliati o considerati inferiori dalle persone?

E quando sbagliamo, è gradevole il senso di disprezzo e l’assenza di perdono che riceviamo?

Se queste cose non le vogliamo ricevere mai, per nessun motivo le dobbiamo dare. Non importa chi abbiamo di fronte, con quale sguardo incrociamo il nostro, l’amore non conosce eccezioni: o amiamo tutti o non stiamo amando nessuno.

 

Siamo tutti fratelli

“Padre Nostro, che sei nei cieli”. Così inizia la preghiera che Gesù ci ha lasciato. “Nostro” non ammette dubbi: siamo tutti fratelli.

Poco contano le differenze su cui abbiamo imparato a soffermarci, la razza, la cultura, il reddito, il lavoro, i vestiti, le idee, la lingua o altre cose di questo tipo.

Siamo fratelli perché siamo figli dello stesso Padre. Il resto non conta, dobbiamo amarci come fratelli.

 

Il segreto per amare davvero

Dare allo sconosciuto lo stesso amore che riserviamo ai nostri figli. Concedere al passante lo stesso rispetto che abbiamo verso i nostri amici.

Perdonare tutti per tutto, senza rancori o vendette. Questo vuol dire provare amore per il prossimo.

In fondo è proprio quello che vorremmo ricevere dagli altri, la società in cui vorremmo vivere. Non aspettare che siano gli altri a cominciare, inizia tu 😉

Questo articolo è stato pubblicato la prima volta il 07/05/2013 su Tempovissuto.it

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Commenti

  • a thought by anita

    Buongiorno Giacomo,
    sperimento da poco tempo la bellezza del donare amore al prossimo senza aspettative e condizioni, cercando di capire e non di giudicare, di empatizzare, e ho sempre piu’ spesso la sensazione che esista unacorrelazione strettissima tra AMORE INCONDIZIONATO e INDIPENDENZA EMOTIVA, l’uno ha bisogno dell’altra.
    Cerco di spiegarmi: offrire al prossimo comprensione, ascolto, consiglio e anche aiuto senza pero’ sostituirmi al soggetto che realmente deve agire per risolvere e decidere per se stesso, perche’ farmi carico del suo problema e risolverglielo non e’ amare ma salvare, se io amo qualcuno gli posso indicare la strada ma non posso camminare per lui. Il buon genitore fornisce gli strumenti ma non si sostituisce al figlio nelle decisioni..
    Ripenso al tuo racconto del meccanico che ha prestato alla tua famiglia l’auto per finire il viaggio intrapreso.
    In pratica ha dato lo strumento per finire il viaggio … non vi ha portato lui.
    non so se e’ chiaro il mio pensiero…
    Mi farebbe piacere se mi dicessi la tua opinione in merito.
    Grazie
    a presto
    Anita

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    • a thought by Giacomo Papasidero

      Ciao Anita,
      condivido perfettamente.
      Penso che quando ci sostituiamo agli altri lo facciamo più per noi stessi che per loro, e amore e indipendenza emotiva sono collegati anche perché se ami diventi indipendente (se ami in modo incondizionato), e se diventi indipendente riesci ad amare sempre di più 🙂

      Rispondi

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