Cos’è la felicità: quello che sai è quasi certamente tutto sbagliato

Cos'è la felicità

“La maggior parte delle persone è felice nella misura in cui decide di esserlo”.

Queste parole, attribuite al presidente americano Abraham Lincoln, rappresentano quello che è il mio concetto di felicità, qualcosa che dipende da noi.

Felicità è senza dubbio una parola dai molti significati, ognuno di noi ha probabilmente maturato una propria convinzione su cosa lo renda felice, su ciò da cui nasce la felicità, su come trovarla o se sia possibile, su come difenderla e mantenerla.

Una cosa ci accomuna riguardo alla felicità: tutti la desideriamo, anche se non tutti confidano di poterla provare.

Aristotele sosteneva che l’unica cosa che l’uomo desidera senza altri fini sia proprio la felicità, un fine di per se stesso.

Molti hanno sostenuto che la condizione umana sia caratterizzata dall’infelicità, pensando alla felicità come fugace intervallo tra dolore e sofferenza, in una visione “infelice” della vita.

Letteratura e filosofia hanno annoverato tra le proprie fila autori orientati a considerare l’uomo come un essere “naturalmente infelice”. Io aborro questa visione.

Capiamo meglio cos’è la felicità.

 

Cos’è la felicità: qualche buona idea

Anthony De Mello sostiene che la felicità è la nostra condizione naturale.

I bambini, dice, nascono felici e rimangono tali sino a quando società e cultura, con la loro stupidità, non li contaminano e inquinano.

La felicità, sono giunto a capire, è un modo di pensare, il risultato di come noi ci approcciamo alla vita, del modo in cui interpretiamo eventi e situazioni.

Un modo di viaggiare e non una destinazione, sottolinea Zig Ziglar, trovandomi pienamente d’accordo.

La felicità, inoltre, non ha nulla a che vedere con l’assenza del dolore, con il benessere totale.

Essere felici non vuol dire non avere difficoltà o problemi da affrontare, e Leo Buscaglia lo dimostra nel racconto di una donna malata di cancro che in una lettera scrive “…sto morendo di cancro, ma non sono mai stata così viva e così felice”.

 

Essere felici non ha niente a che vedere con dolore e problemi

Come si può essere felici sapendo che si sta morendo?

Domanda che in molti possono ora porre e cui rispondo con semplici parole: perché la felicità è una nostra scelta, sempre possibile, in ogni circostanza e a dispetto di ogni evento sfavorevole.

La felicità comporta la scelta di osservare il mondo con gli occhi di un bambino: apprezzandone la bellezza, con curiosità, senza pregiudizi, con spontaneità e amore, con speranza e ottimismo, con fiducia e serenità.

La felicità è una condizione mentale, ecco la mia definizione: uno stato mentale di autentico, profondo e duraturo benessere. E si può essere sempre felici, anche di fronte a problemi e difficoltà, come spiego in questa guida.

Viviamo in un tempo che ci insegna a cercare la felicità ovunque, meno che nell’unico posto in cui possiamo realmente trovarla: dentro di noi.

Perché la felicità è una scelta che siamo sempre liberi di fare. Ecco cos’è la felicità.

Questo articolo è stato pubblicato la prima volta il 06/07/2010

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Commenti

  • a thought by Martina

    Ciao Giacomo, ma se la felicità ce la creiamo noi così come il dolore, allora la vita in se per se è vuota, non è fatta di emozioni, esistono delle persone che vivono si nutrono e muoiono e basta. Quindi le emozioni sono tutte illusioni?

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    • a thought by Giacomo Papasidero

      Dire che l’emozione dipende da te non significa che la inventi, che sia finta.
      L’emozione è reale, vera, e la senti bene. Però non è il mondo, non sono gli altri a fartela vivere, ma dipende da te, tutto qui.

      Rispondi

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