Non sopporto i miei genitori: come gestirli visto che devi tenerteli!

Non sopporto i miei genitori

Chi di noi non ha pensato, detto, magari urlato (forse con ben altre parole :D) questa farse: “non sopporto i miei genitori!”.

Chissà quanti di noi, ancora oggi, che si abbiano sedici anni, quelli in cui sembra più ovvio, o che se ne abbiano trenta o anche cinquanta (i genitori sono sempre genitori e tendono a  vedere i figli sempre “bambini”!), continua a ripetersela.

Adesso, però, cerchiamo di capire per quale motivo le cose stanno così.

 

Non sopporto i miei genitori: di chi è il problema?

Se non sopporto i miei genitori, spesso, è perché non tollero che loro mi dicano cosa fare, come e quando, che giudichino, spesso negativamente, le cose che faccio solo perché non seguo il loro modo di fare.

Non sopporto i miei genitori perché mi trattano sempre come se non fossi responsabile, capace di affrontare le situazioni da solo, capace di prendere decisioni e compiere scelte nel modo giusto.

Non li sopporto perché magari si intromettono nella mia vita, hanno da ridire sulle mie amicizie, vorrebbero, e spesso lo fanno anche, impormi il loro punto di vista, le loro scelte e le loro idee.

Non sopporto i miei genitori perché il problema sono io!

Non temere, non ho sbagliato a scrivere, è proprio così: quando non sopportiamo qualcuno, che siano o meno i nostri genitori, il problema non è mai il comportamento degli altri, ma sempre e soltanto il modo in cui noi lo viviamo.

Se questo non ti piace, puoi sempre continuare a condannare i tuoi genitori perché sbagliano con te, e loro proseguiranno a fare la stessa cosa, a parti invertite.

Oppure potresti scegliere di scoprire come risolvere il problema (se non li sopporti chi ci sta male sei tu, o sbaglio?), e vivere con serenità il vostro rapporto.

 

Come migliorare il vostro rapporto in modo unilaterale

Se non sopporto i miei genitori, questo dipende dal fatto che io non accetto le loro idee e i loro comportamenti, trovo sbagliato che facciano quel che fanno, che dicano quel che dicono.

Il primo passo è quindi comprendere che se tu pretendi che loro accettino le tue scelte, tu devi accettare i loro difetti.

  • Parlano troppo? Sono liberi di farlo.
  • Ti sminuiscono? Sono liberi di farlo.
  • Criticano in modo fastidioso ogni cosa che fai? Indovina? Sono liberi di farlo 😀

Il problema vero è che non dovresti sopportare i tuoi genitori, ma amarli.

Sopportare significa che non accogliamo, comprendiamo, apprezziamo ma giudichiamo e condanniamo gli altri.

Amare vuol dire dare quel che vorresti ricevere.

  • Vuoi essere ascoltato? Allora ascolta i tuoi genitori, anche se loro non lo fanno con te.
  • Vuoi essere apprezzato? Allora apprezzali anche se ti attaccano e criticano.
  • Vuoi ricevere comprensione e perdono? Allora comprendi il loro modo di fare e perdonali per ogni parola di troppo, per ogni gesto poco carino, per qualsiasi errore.

Fino a quando? Sempre.

Perché amare significa dare senza chiedere mai niente in cambio.

Difficile?

Può sembrare, ma se non sopporto i miei genitori (questa è importantissima quindi prendi nota), è perché non ho capito che ogni mia emozione (fastidio, insofferenza, rabbia, nervosismo, vergogna e tutte le altre) non dipende da quel che loro fanno, ma da come io penso e vivo le loro azioni, le loro parole e ogni istante della mia vita.

Non devi cambiare i tuoi genitori, non dobbiamo mai cambiare gli altri, il problema è sempre dentro di noi, e non perché siamo “sbagliati”, ma solo perché la felicità la costruiamo noi, ogni emozione negativa che ci fa stare male la creiamo noi.

Si chiama indipendenza emotiva (leggi di cosa si tratta, è importantissimo!) e può farti smettere di dover sopportare i tuoi genitori, e iniziare un’attività decisamente più piacevole: amarli.

Senza contare che smetterai di stare male se loro si comportano come a te non piace. Ricorda questo prima di pensare che siano tutte chiacchiere: se non vogliono cambiare, lascerai che condizionino la tua vita?

Certo, domani potrai sempre rinfacciargli di avertela rovinata, ma chi ci rimette? Non ci perdi tu?

Allora scegli: o fai un bel cambiamento tu, o a starci male toccherà sempre e comunque a te 😉

Questo articolo è stato pubblicato la prima volta il 12/06/2013

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