Abortire o no?

Scritto il 20 gennaio 2012 alle 09:14 - trackback



  • “Quando non vi resta più nulla ad eccezione dell'amore, per la prima volta vi rendete conto che l'amore è sufficiente”

     Anonimo

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Questa mattina leggo nell’ansa che il numero di aborti, a livello mondiale, resta stabile, anche in aumento. In Italia, in particolare, diminuiscono gli aborti “sicuri” ma avanzano quelli illegali, che sono, tra l’altro, causa del 13% di tutte le morti delle mamme. Il dato che preoccupa di più, nel nostro Paese, riguarda però le immigrate (un aborto su tre è chiesto da loro) e le adolescenti. A me viene in mente una domanda di fronte a questi dati: abortire o no?

Non voglio fare facili moralismi, ma è innegabile che un aborto significa, sostanzialmente, uccidere una vita, o se preferiscono coloro che non chiamano vita il feto prima di tre mesi, negare una vita possibile. La prima domanda ovvia che dovremmo porci è: avremmo voluto che fosse stata negata la nostra, di vita? O siamo contenti che i nostri genitori, nostra madre in particolare, non abbia preso una simile e irreversibile decisione?

Abortire o no è un problema che riguarda il rispetto della vita: negarla, o ucciderla che dir si voglia, significa non rispettarla, aggredirla, preferire la morte ad essa. Non solo, l’aborto è un atto di irresponsabilità, un modo per risolvere un “problema” di cui siamo responsabili in prima persona senza aver assolutamente voglia di affrontarlo seriamente, con amore e rispetto, con maturità.

Scegliere di abortire significa quindi percorrere la via peggiore, ma più semplice apparentemente, per togliersi di torno un fastidio, con tutte le conseguenze che esso comporterebbe. Significa rimuovere un ostacolo a progetti, programmi o sogni fatti e che, con un figlio, potrebbero non realizzarsi.

Esistono poi casi in cui l’aborto è scelta come soluzione ad una violenza, ma anche in questo caso dobbiamo scegliere tra la vita e la morte, tra il fare del male poiché lo abbiamo ricevuto, o scegliere di amare chi non ha colpa. Quando agisco per difendere me e danneggio altri, non amo, ma ho solo paura e la paura mi porta ad agire con egoismo, sbagliando sempre.

Alle adolescenti, e non solo, che si chiedono se abortire o no io dico di scegliere l’Amore, sempre e comunque. Non esiste, e mai esisterà, un valido motivo per preferire la morte alla vita, ma soprattutto, per avere il diritto di decidere per quella altrui. Ci vuole coraggio, è vero, ma è una scelta possibile, ci vuole sicurezza interiore, ma dipende da noi, ci vuole indipendenza emotiva, ma ancora una volta è alla nostra portata.

L’aborto è figlio di una cultura che non vuole responsabilità per le proprie scelte e azioni, che sogna l’onnipotenza di fare ogni cosa e ottenere sempre ciò che vuole, che preferisce il proprio benessere a danno di quello degli altri, rinnegandoli per tollerare la devastazione della natura umana. Uccidere è sempre sbagliato, e anche se la legge permette di compiere questa scelta, non vi è mai felicità quando percorriamo la strada della morte.

Se è difficile chiedi aiuto, anche a me, ma non abortire.

 


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4 Commenti a “Abortire o no?”

  1. Giacomo scrive:

    Ciao Ilaria,
    non si tratta di semplicismo, ma di capire se una cosa è giusta o sbagliata.
    Uccidere è sempre sbagliato.
    Io ho il massimo rispetto per le sofferenza e le difficoltà, ma non per questo
    uccidere diventa giusto. Ogni problema ha una soluzione, se la si vuole cercare.
    Invece di abortire, perché non dare il figlio in adozione, ad esempio?
    L’amore è il presupposto per risolvere ogni problema.
    Ovviamente non intendo esaurire il tema in poche parole, ma affermare, senza eccezioni,
    un principio che nessun caso particolare può mettere in discussione:
    la morte non è MAI la strada giusta.
    Non intendo giudicare le persone, ma i comportamenti. Dietro l’etichetta “falsi moralismi”
    si nasconde una società che accetta tutto, ma ciò non toglie che alcune cose sono giuste e altre,
    invece, sono sbagliate. Che ci piaccia o no, la realtà è questa. Come valutare?
    Immedesimandoci e chiedenodci sempre: “Io vorrei ricevere questo?”.

  2. Ilaria scrive:

    “L’aborto è figlio di una cultura che non vuole responsabilità per le proprie scelte e azioni.che sogna l’onnipotenza di fare ogni cosa e ottenere sempre ciò che vuole, che preferisce il proprio benessere a danno di quello degli altri, rinnegandoli per tollerare la devastazione della natura umana. Uccidere è sempre sbagliato, e anche se la legge permette di compiere questa scelta, non vi è mai felicità quando percorriamo la strada della morte. “E’ un tema delicato e qui si rischia di scadere davvero in falsi moralismi, abortire è sicuramente un atto molto cupo, di cui se ne pagheranno le conseguenze per molto tempo, ma il tuo modo di affrontarlo in questo articolo mi sembra poco attinente con la realtà e semplicistico. Oltretutto con le tue ultime parole giudichi pesantemente, descrivendo una cultura quasi “meschina”, senza tener conto delle reali e sofferte motivazioni che possono portare qualcuno ad abortire. Nessuna lo fa mai a cuor leggero e sicuramente, per prendere in considerazione questa eventualità, ci devono essere state nella maggior parte dei casi delle profonde motivazioni alla base. Se non hai disponibilità economica per un figlio (anche se potevi pensarci prima) oppure non puoi occupartene a dovere, oppure vivi altre condizioni difficili perchè devi costringere un figlio a sopravvivere senza garantirgli un futuro o dandogli l’educazione che merita? Sono belle parole, ma non si vive di solo amore, un figlio deve anche mangiare. E’ sicuramente una componente essenziale, ma devi sapertene prendere cura in tanti altri modi; Io piuttosto lavorerei sui metodi contraccettivi, in modo che nessuna donna possa trovarsi nel traumatico momento di abortire. Ci sono tante, troppe sfumature ed è un tema troppo delicato per affrontarlo in modo così semplicistico.. Io la vedo così… !

  3. Giacomo scrive:

    Grazie Aurora,
    sono convinto che anche tua figlia sarà contenta che tu abbia avuto la forza, ed il coraggio, di scegliere l’Amore.

  4. aurora scrive:

    sono pienamente d’accordo con te. io sono rimasta incinta a 23 anni ed è stato inizialmente uno shock! inizialmente (mi vergogno molto a dirlo) ho pensato anche io all’aborto, nn mi sentivo pronta e pensavo che questa situazione mi avrebbe rovinato la vita.. poi ho fatto una scelta di amore e di responsabilità e ho deciso di tenere la bambina. oggi mia figlia ha due anni e mezzo ed è davvero tutta la mia vita, la mia piu grande gioia e il mio piu grande amore. è una bimba stupenda ed è la mia più grande maestra d’amore. mi ha fatto crescere e maturare e non tornerei mai e poi mai alla vita di prima e non mi pento assolutamente di nulla anzi… oggi quando ripenso a quei momenti buii in cui pensavo ad abortire mi sento così male e ringrazio mille volte al giorno Dio per non averlo fatto!