Amare per essere amati

Esiste una linea sottile, molto sottile, che separa l’amore dal bisogno degli altri. Quando amiamo noi diamo quel che siamo, ci apriamo, siamo liberi, accettiamo, comprendiamo, perdoniamo gli errori, abbiamo fiducia. Quando Abbiamo bisogno degli altri ci chiudiamo, pensiamo solo a noi stessi (anche se gli altri sembrano al centro), non scusiamo gli errori ma colpevolizziamo, non accettiamo quel che non ci piace, non diamo fiducia ma temiamo di venire traditi, non siamo liberi ma prigionieri del nostro bisogno che gli altri diano quel che ci serve. Amare per essere amati non è mai amore, ma bisogno.

La sensazione di non poter vivere senza quella persona speciale non è un sinonimo di amore, ma di bisogno, perché pretendiamo che lei, chiunque sia, faccia certe scelte (condivida la sua vita con noi e ci ami), si comporti in un certo modo (mostri di amarci come noi crediamo giusto e opportuno), sia a nostra disposizione. Non è amore se abbiamo paura di perderla, poiché l’amore, come dicevo, è libertà. Soffro se vengo abbandonato non per amore, ma per paura, perché io sto male, perché io non ho quel che volevo, perché io sono infelice.

Quasi sempre usiamo la gelosia, l’attaccamento, la sensazione di non poter vivere senza una determinata persona, il fatto di non interessarci a nient’atro che a lei come sintomo d’amore. La linea è sottile. Amare vuol dire, ad esempio, accettare. Anche che l’altro non voglia vivere con me, avere figli con me, avere una relazione di coppia nel tempo. Amare vuol dire perdonare, anche un tradimento, anche un’offesa, anche la noncuranza. Queste cose suonano strane, quasi assurde, perché non abbiamo imparato a comprendere cosa vuol dire amare, ma abbiamo imparato che sono gli altri a doverci dare ciò di cui abbiamo bisogno. In questo modo però useremo le persone per il nostro benessere, per egoismo.

Amare per essere amati tradisce come al centro di tutto ci siamo solo noi stessi. Se ti amo solo a patto che tu mi ami, è evidente che a me interessa venire amato. Ti amo perché tu mi possa amare, se non mi amassi, troverei qualcun altro. Guardiamoci attorno: non ci si chiede se si ama una persona, ma se lei ci ama. Non conta niente se non di essere ricambiati. Diamo solo per ricevere e se non riceviamo quanto desiderato, smettiamo di dare. Bene, è una scelta, ma non è amore. L’amore vero, autentico, è incondizionato. Cioè io amo non per essere amato, ma perché voglio amare, perché amare non è una reazione emotiva ma una scelta consapevole che compio e che faccio sempre, in ogni situazione.

La verità, purtroppo, è che siamo abituati a pretendere che gli altri diano a noi quel che desideriamo, e solo allora, in cambio, per garantirci di non perdere questo “tesoro”, diamo a nostra volta. Lo ripeto, questo non è amore, ma baratto, compromesso, scambio, calcolo razionale (anche se quasi sempre non ci rendiamo conto di calcolare certe cose!). Amare per essere amati non solo non è davvero amore, ma non mi renderà nemmeno felice, mai. La felicità nasce come conseguenza inevitabile della nostra scelta di amare in modo autentico, senza condizioni e pretese.

 


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