Diventa ciò che sei nato per essere.

Archivi della Categoria: ‘Storico degli articoli’

Pianificazione e leadership

13 maggio 2011

Il primo compito per un leader è quello di dipingere il quadro complessivo in cui il proprio gruppo si muove: definire la vision aziendale o familiare è una prerogativa fondamentale per il successo ed essa è una responsabilità del leader. La vision è lo scenario futuro in cui vorremmo trovarci, il livello di crescita e sviluppo, economico e personale, che aspiriamo a raggiungere in un certo tempo. Essa dovrebbe essere l’immagine dello scopo, ossia il traguardo a cui vogliamo arrivare svolgendo la nostra attività.

Amore come viaggio continuo

12 maggio 2011

L’amore è una viaggio continuo perché continuo deve essere il nostro desiderio di unione e di conoscenza dell’altro: quando smettiamo di voler capire, quando smettiamo di voler conoscere perché diamo per scontato ed ovvio chi abbiamo al nostro fianco, allora smettiamo anche di amare, e il viaggio finisce. L’ ho già scritto in un altro articolo, ma voglio sottolineare come l’amore debba essere vissuto alla stregua di un viaggio senza fine.

Spesso siamo in cerca di risultati e obiettivi e vogliamo, anche in amore, raggiungere qualcosa: trovare la persona giusta, sancire la nostra unione, assicurarci che una relazione duri per sempre. Vogliamo poter dire di conoscere una persona, ci piace l’idea di avere la certezza che quella persona ci amerà e sarà nostra per sempre. Il solo modo perché sia per sempre è imparare ad amare ogni giorno, tutta la vita.

Leadership e crisi economica

11 maggio 2011

Se è vero che siamo in un periodo economicamente difficile, mi sai spiegare come mai le spese Natalizie sono in aumento in tutta Italia? E sai spiegarmi come mai molte aziende chiudono mentre altre aumentano i propri profitti?

Una risposta viene chiaramente da un concetto economico molto semplice che anche tu conoscerai benissimo: c’è sempre crisi quando i clienti non comprano. E questo non vuol dire che non ci sia il denaro per farlo, ma che comunque i clienti mancano. Se alcune realtà migliorano i propri risultati è evidente che il denaro per riuscirci c’è.

Io Lavoro

6 maggio 2011

Il lavoro non si cerca, si trova!

La prima guida pratica che ti spiega come trovare realmente lavoro. Il metodo si basa su una verità basilare: “Se vogliamo essere assunti da un’azienda dobbiamo porci come delle risorse, non come dei costi”. Questa semplice guida ci mostra come essere un investimento per le aziende.

Conosci le tue paure e vincile (Feel the Fear and Do It Anyway)

3 maggio 2011

Susan Jeffers ci accompagna in un viaggio attraverso la natura originale e vara delle nostre paure. Non parliamo della paura del buoio o dell’uomo nero, ma di quella di fallire, oppure di non essere apprezzati, la paura di rimanere soli o non riuscire, in fin dei conti, ad affrontare le vicissitudini della vita. Susan ci parla di come affrontare e superare le paure attraverso…

Genio si nasce?

2 maggio 2011


Come rispondere a questa domanda: genio si nasce o si diventa? Ed il talento quindi, è qualcosa che abbiamo dalla nascita oppure qualcosa che possiamo sviluppare nel tempo?

Qualche mese fa lessi un libro che parlava proprio di questo, dal titolo “La trappola del talento”, scritto da Geoff Colvin. La teoria di fondo è che il talento sia qualcosa che si impara a sviluppare attraverso l’esercizio ed il duro lavoro, non una capacità innata. Ci sono ovviamente alcuni individui più predisposti, ma la differenza la fanno l’impegno, l’allenamento e anche l’ambiente in cui cresciamo.

Come diventare leader e avere successo nel mondo del lavoro

2 maggio 2011

Per avere successo devi essere un leader

Una guida agile e pratica per diventare una grande leader e ottenere grandi performance: dalla gestione degli obiettivi al lavoro di squadra, dalla delega al coinvolgimento collettivo, dalla disciplina personale alle regole della motivazione. Devi essere un leader per avere successo e questo agile manuale ti spiega come fare.

Auto… illusione

29 aprile 2011


Stavo navigando in rete, qualche giorno fa, cercando risorse interessanti e spunti per approfondire concetti come l’autostima e la sicurezza in se stessi, quando noto un’immagine associata proprio all’autostima: un gatto dal pelo rosso che stava guardandosi nello specchio stile Biancaneve. Invece di sentirsi rispondere alle sue domande, come avveniva per la strega del cartone animato, il gatto vedeva riflesso un leone. Questo mi ha fatto venire in mente come spesso, il concetto di autostima sia ampiamente frainteso.

Pensando all’autostima, infatti, capita che molti siano convinti che essa sia la convinzione di essere superiori, capaci di ottenere tutto dalla vita, direi quasi invincibili:

Successo senza limiti (Og Mandino’s Treasury of Success Unlimited)

26 aprile 2011


Cosa vuol dire avere successo? Tutti vorremmo vivere una vita piena di successo, ma spesso non abbiamo un’idea precisa di cosa sia: lavoro? relazioni? amicizie? Chi ha successo e chi invece no? In questo bellissimo libro, Og Mandino ci palra del successo e ci mostra come ottenerlo in maniera duratura attraverso…

Combattere la noia

24 aprile 2011


Molte persone oggi si lamentano di fare una vita “noiosa”: vedere sempre le stesse persone, frequentare i soliti locali, fare ogni giorno le cose fatte quello precedente. Ci si lamenta della propria città che non offre divertimenti o svaghi creativi e nuovi. Anche il lavoro, molto spesso, ci appare noioso e ripetitivo, scontato.

In realtà non è la nostra vita ad essere noiosa, così come non lo sono le nostre amicizie oppure il lavoro o la nostra città: la noia sta dentro di noi. Potremmo guardare lo stesso panorama e non stancarci mai, eppure dopo qualche settimana ci stufiamo della “solita” canzone.

Disciplina o libertà?

19 aprile 2011


Occupandomi di crescita personale, aiutando le persone a migliorare la propria vita, a realizzare obiettivi e desideri cui ambiscono, o semplicemente confrontandomi con persone che hanno punti di vista anche molto differenti dal mio, mi rendo conto di quanto la disciplina sia una qualità spesso carente, ma al contempo poco ricercata.

Purtroppo, quando si parla di disciplina, viene in mente una forma di imposizione, una serie di regole rigide che qualcuno ha stabilito e che noi subiamo; quasi a dire che la disciplina è l’esatto contrario della libertà, una forma di costrizione, o auto-costrizione, che ci si impone ma che inevitabilmente corrode la spontaneità e la genuinità.

Indipendenza emotiva

14 aprile 2011

L’amore è una scelta libera, una nostra volontà di dare incondizionatamente agli altri e dipende necessariamente dalla nostra libertà di amare, libertà che passa dalla nostra indipendenza emotiva.

Con questa espressione mi riferisco alla nostra capacità di essere emotivamente indipendenti, ovvero non subire emotivamente gli eventi, le situazioni, le persone con le loro scelte ed i loro comportamenti.

Questo vuol dire capire che le emozioni che proviamo non sono dovute a quel che accade o alle persone che incontriamo, ma sono legate a noi: dipendono da come interpretiamo le sensazioni che persone ed eventi ci trasmettono. Le emozioni non dipendono dagli altri ma da noi stessi.

Avere o essere? (To have or to be?)

6 aprile 2011

Essere o avere? Mentre Shakespeare si chiedeva se essere o non essere, oggi la domanda che l’uomo può porsi è se avere, e da questo dipendere per la sua sicurezza, la sua stima, il suo prestigio ed il suo successo, oppure essere. In pieno accordo con lo psicanalista e filosofo Tedesco, sono certo che la modalità dell’essere è l’unica vera modalità dell’uomo intese come essere umano.

In questo interessantissimo testo Fromm passa in rassegna non solo la differenza teorica tra essere o avere, ma analizza cosa distingua le due modalità in svariati ambiti,

Leadership e responsabilità

5 aprile 2011

Quando parliamo delle qualità che un leader deve possedere per essere in grado di guidare coloro che lo seguono, non possiamo tralasciare una delle caratteristiche fondamentali per una leadership ottimale, ovvero la responsabilità. Con questo termine si intende, di solito, la capacità di una persona di farsi carico della propria vita, o del proprio lavoro, comunque in genere delle proprie azioni e delle proprie scelte. Di solito è un concetto che fa rima con maturità, nel senso che si attribuisce ad una persona matura un comportamento responsabile.

Letteralmente essere responsabili significa essere abili a rispondere, il che si traduce, in pratica, nella capacità di rispondere delle nostre azioni, delle nostre scelte, e soprattutto di far fronte alle conseguenze che da esse derivano. Una persona responsabile è chi non si nasconde dietro un dito, chi non scarica le responsabilità, appunto, su altri o sulle circostanze, ma risponde in prima persona di tutto ciò. Per un leader è fondamentale.

Il gusto dell’amore (Bon Appétit)

20 marzo 2011

Come rimanere piacevolmente sorpresi da un film inaspettato e sconosciuto. Il Gusto dell’amore è stato un film che mi ha colpito soprattutto nel suo imprevedibile finale, mai scontato o banale come moltissimi altri film sull’amore. Un messaggio, quesello che il film trasmette, che vale la pena di essere visto e compreso…

Egoismo e amore

19 marzo 2011

A nessuno piacere essere accusato di essere egoista: troviamo sia una critica sgradevole e non ci piace, salvo rare eccezioni, che gli altri pensino di noi che badiamo solo a noi stessi non curandoci degli altrui interessi e pensieri. In amore, poi, è qualcosa di intollerabile, per cui viene spesso utilizzata, l’accusa di essere egoisti, come una leva “motivazionale” per invogliare gli altri ad assecondarci, e quindi ad essere più “altruisti”.

Cosa vuol dire essere egoisti? Semplicemente, per così dire, mettere l’ego, il proprio, al centro degli interessi personali come aspetto principale. Significa pertanto pensare a se stessi e non agli altri, contrariamente a chi, orgoglioso di essere altruista, pensa agli altri prima che a se stesso.

Occupazione a tempo indeterminato

18 marzo 2011

Una delle domande più difficili a cui rispondere oggi sembra essere quella di chi chiede come fare a conservare il proprio lavoro. Tantissimi sono oggi i contratti part-time, a progetto, a tempo determinato e molte sono le forme di lavoro che non prevedono una collaborazione definitiva. Molti sono preoccupati per l’instabilità della precarietà e si teme che nei prossimi anni sempre più persone non saranno in grado di mantenersi o poter vivere dignitosamente.

In realtà, sebbene le premesse siano poco incoraggianti, il segreto per mantenere un posto di lavoro a tempo indeterminato c’è: è capire che la certezza del lavoro, la certezza dello stipendio, non dipendono dal tipo di contratto che abbiamo firmato, ma dal modo in cui lavoriamo, dalla nostra passione, dal modo in cui ci mettiamo in gioco ogni giorno, dall’entusiasmo che sappiamo trasmettere e dalla voglia di vincere.

L’arte di amare (The art of loving)

15 marzo 2011

Di Erich Fromm, Mondadori, 1986

Ho letto questo libro perché ispirato dal suo titolo e non sono rimasto deluso. Sebbene abbia avuto modo di leggere aspre critiche contro le teorie in esso contenute, sono persuaso che le idee di Fromm siano attualissime e corrette. Fromm parla di amare, più che di amore, parla di azioni e scelte, non di casualità e fortuna. L’amore è un’arte, secondo l’autore, che si impara.

In un passo sottolinea che l’amore è un’azione, un potere umano che può essere praticato solo in libertà, e non è conseguenza di una costrizione.

Pensa ed arricchisci te stesso (Think and grow rich)

15 marzo 2011

“..le battaglie umane non arridono sempre
All’uomo più forte o veloce.
Prima o poi l’uomo vincente
Sarà quello che ritiene di poter vincere”.

Chi di noi non vorrebbe avere più soldi, chi non vorrebbe avere la possibilità di realizzare progetti che richiedono un costo che non possiamo permetterci. In molti lusingano con promesse di soldi facili, di grandi guadagni in poco tempo e con (molta) poca fatica. Pensa ed arricchisci te stesso non fa questo, ti aiuta invece a capire che la ricchezza economica che desideri dipende…

È già ieri

12 marzo 2011

Non sono un grande amante dei film di Antonio Albanese, a dire il vero questo è stato il suo primo film che abbia mai visto, ma non potevo sceglierne uno migliore. Un film semplice, piacevole, che non comporta complessi problemi introspettivi ma che parla di amore in un modo che pochi altri film sanno fare…

Occupazione e titoli di studio

11 marzo 2011

Quella che si vede oggi è una corsa al titolo di studio. Che si tratti di una laurea, di un master, una specialistica, un corso di perfezionamento non conta, l’importante è poter annoverare nel proprio curriculum formativo quanti più titoli possibili, sia perché gli altri ne potrebbero avere più di noi e quindi scavalcarci per un posto di lavoro, sia perché senza questi riconoscimenti, senza tutti questi percorsi di formazione, sarà difficile se non impossibile trovarne uno.

Molti credono, infatti, che se non si hanno titoli di un certo tipo, e la laurea è ormai considerata abbastanza scontata rispetto ai più “gettonati” master o corsi di specializzazione, non si avranno molte possibilità di trovare lavoro, perché si crede che sia il titolo posseduto ad aprirci le porte. La domanda quindi è: senza titoli si trova lavoro?

Cercasi lavoro

10 marzo 2011

Giusto o sbagliato che sia, se seguiamo un telegiornale e sentiamo parlare di politica lo scontro si concentra, tralasciate le vicende personali dei protagonisti, sul tema del lavoro: disoccupazione che cresce, crisi economica che non vuole passare, licenziamenti, scioperi, costi troppo alti per le imprese e così via, in una bagarre che non risparmia nessuno.

Il problema economico e lavorativo, senza ombra di dubbio, è forte e sentito, specialmente negli ultimi anni, e richiede una riflessione e una soluzione di lungo periodo, qualcosa di strutturale, ben oltre piccole manovre di contenimento o per soddisfare i critici del momento. Lasciando alla politica questi problemi, mi sono reso conto di come ognuno di noi possa fare, comunque, parecchio per migliorare la propria condizione lavorativa, cominciando dalla ricerca di lavoro.

Lavoro e contratto

7 marzo 2011

Da qualche settimana il canale televisivo de La7 trasmette un programma davvero molto interessante dal titolo “il contratto” che si occupa di lavoro e occupazione, mettendo al centro della scena alcuni giovani in cerca di un posto e offrendo loro, al termine di una selezione prima ed uno stage aziendale poi, un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Naturalmente l’offerta è gestita con serietà e attenzione dato che, al di là delle esigenze televisive, le azienda che partecipano a ciascuna puntata assumeranno realmente, nel giro di pochi giorni, il vincitore della selezione. La prima puntata del programma mi ha dato lo spunto per riflettere su un tema che spesso è al centro dei miei discorsi: il contratto a tempo indeterminato.

Amare e stare bene

24 febbraio 2011

Voglio essere provocatorio ed esagerare un concetto, per cui ti propongo di riflettere su questa domanda e rispondere, con calma e sincerità: se una persona che ami non potesse renderti felice, se non fosse in grado di farti sentire bene, cambierebbe qualcosa nei sentimenti che provi per lei?

Mi riferisco ad un amico, per esempio, piuttosto che ad un fratello o al proprio partner. In particolar modo in quest’ultimo caso, sarebbe indifferente, per continuare a passare la tua vita con lui, sapere che non ti può rendere felice e fare stare bene?

Regalo d’amore

14 febbraio 2011

E’ San Valentino e, come ogni anno, sin dal mese di gennaio, sembra che questa festa sia la ricorrenza giusta per uno scambio di doni, il momento ideale per “ricordarci” di fare qualche regalo alla persona più importante della nostra vita. Ogni anno osservo le persone ed i loro comportamenti quando è il momento di “dover” fare un regalo.

Il punto su cui mi soffermo è che spesso – se non sempre – i regali sono vissuti come un dovere, una sorta di obbligo, una consuetudine a cui, volenti o nolenti, non possiamo sottrarci. Ovviamente potrei estendere il discorso a eventi come i compleanni o la festa della mamma o il Natale, ma il succo resta lo stesso: ci sono periodi e ricorrenze in cui “è necessario” fare un regalo. Per quale motivo?

Tradire o amare!

8 febbraio 2011

Una delle principali cause della fine di una relazione sentimentale, ma spesso anche di rapporti di amicizia o fratellanza, è il tradimento. Difficile perdonare chi, tradendo la nostra fiducia, ci ha fatto del male.

Ciò che maggiormente mi preoccupa dell’argomento è però la facilità con la quale si tradisce: ormai si suole dire che la nostra società, gli stimoli, le tentazioni e le pressioni sono la causa reale di questi comportamenti, e che spesso non sia una responsabilità del traditore quanto delle situazioni che lo vedono vittima.

Sento dire che in certe circostanza sia naturale tradire, oppure che il tradimento “fisico” e non emotivo non sia un vero e proprio tradimento, quasi a dire: “vado a letto con un’altra persona, ma in fondo amo te!”.

Imparare a… imparare

6 febbraio 2011

Se esiste qualcosa a scuola di veramente utile, che tutti dovremmo studiare e che gli insegnanti dovrebbero spiegare a tutti, sicuramente sarebbe la capacità di imparare. Mi riferisco all’abilità che ognuno di noi potrebbe sviluppare nell’imparare ad apprendere.

Mentre di solito si insegna qualcosa di specifico, si forniscono contenuti e concetti, quello che spesso manca è l’insegnamento di come possiamo imparare da noi a fare qualsiasi cosa (con le dovute eccezioni), ossia imparare i meccanismi e le tecniche per diventare ottimi apprendisti.

Lavoro subito!

25 gennaio 2011

Ho scritto in un articolo precedente sulla disoccupazione, di come anche in contesti che sembrano senza opportunità come la Calabria, in realtà esistano occasioni lavorative anche molto interessanti per coloro che le vogliono sfruttare. In teoria la cosa sembra fattibile, ma in pratica come comportarsi?

Per prima cosa dobbiamo avere in mente un’idea chiara di dove vogliamo arrivare: stabilire che tipo di lavoro cerchiamo, qualsiasi sono le competenze che possediamo, le passioni e le inclinazioni che ci spingono ad agire è determinante per fare una scelta consapevole. Non posso certo ignorare che a volte le situazioni in cui ci si trova impediscano una analisi lucida del genere: bisogna mantenere la famiglia, e le passioni o il lavoro ideale non troverebbero posto in questi casi. Ma non sono d’accordo.

Le crociate (Kingdom of Heaven)

22 gennaio 2011

Una sequenza particolarmente significativa vede coinvolto il protagonista a colloquio con il re, il quale gli spiega, durante una partita a scacchi, l’importanza di agire secondo coscienza: «quando sarai di fronte a Dio – gli spiega – non potrai dire “ho agito così perché me lo hanno detto loro”, oppure “mi sono trovato in quella situazione e non ho avuto scelta”». Siamo noi i soli e unici responsabili , sempre e comunque, delle nostre azioni e delle nostre scelte. Qualsiasi influenza subiamo, per quanto grande, non deciderà mai il nostro comportamento: saremo sempre noi ad avere l’ultima parola.

Amore: cosa cerchi?

16 gennaio 2011

Più leggo libri che parlano di relazioni di coppia e di amore, più parlo di questi argomenti con le persone, più ascolto commenti o leggo post pubblicati su siti, più mi rendo conto di come siamo soliti vivere l’amore come una ricerca: siamo occupati a trovare quello che stiamo cercando, magari la persona giusta, e perdiamo di vista qualcosa di fondamentale.

A sentire molti di coloro che si occupano professionalmente di coppie o single riguardo ai problemi delle relazioni sentimentali, l’amore deve essere il “luogo” dove trovare soddisfazione, piacere, rispetto, avventura, eccitazione, imprevedibilità, comprensione e via dicendo, insomma si guarda al proprio partner con la pretesa che ci dia ciò che stiamo cercando.

Il milionario ( Le Millionnaire)

17 dicembre 2010

Se io dovessi affidare il mio destino,
la mia fortuna, a un uomo e soltanto a lui,
tale uomo potrei essere io? E se tale uomo
non fossi io, cosa aspetto a diventarlo?”

Attraverso una breve e piacevole storia, Mark Fischer ci porta a conoscere una Saggio uomo che pare abbia scoperto il segreto della vita. Le pagine di questo libro scorrono veloci e semplici, lasciandoci in mano alcune riflessioni, come quella citata, che ci spingeranno a cercare risposte differenti.

Lavoro e passione

10 dicembre 2010

Quando si parla di orientamento scolastico nella scuola secondaria superiore, di solito si fa riferimento ai test che team di psicologi somministrano ai ragazzi dell’ultimo anno per aiutarli a capire quali capacità e predisposizioni abbiano, di modo che scelgano la carriera universitaria o il lavoro più adatti alle loro capacità. Test o colloqui di orientamento, generalmente, puntano a comprendere il settore in cui ogni ragazzo può esprimere il meglio di sé, ottenere buoni risultati, eccellere e avere successo in futuro. Sebbene gli intenti siano lodevoli, e lo scopo sia quello di indicare anche la via che “garantisca” maggiormente un lavoro, manca qualcosa: che fine ha fatto la passione?

Disoccupazione e lavoro

30 novembre 2010

Nonostante le rassicurazioni pronunciate spesso da politici e i dati statistici che periodicamente segnalano cambiamenti positivi, in molti sentono ancora la crisi economica e occupazionale ben più che come un’ombra in fase di passaggio: la crisi c’è e le conseguenze continuano a farsi sentire.

Giusto o sbagliato che sia, è innegabile che nell’ultimo anno, per esempio in Italia, sia calata l’occupazione, siano diminuite le assunzioni e molte imprese abbiano chiuso i battenti. È quindi evidente una situazione complicata sul piano occupazionale, con molte persone che perdono il lavoro (spesso solo precario) e molte altre che fanno fatica a trovarlo o addirittura non lo cercano nemmeno.

Banalità che fanno la differenza

28 novembre 2010

Una ragazza mi ha chiesto se non sia assurdo che oggi si ricorra a divorzi e separazioni con facilità, senza troppa convinzione, nella possibilità di superare incomprensioni e crisi. Io le ho detto, ironicamente, che se lui lascia la tavoletta in bagno alzata lei chiede il divorzio.

Ovviamente era una battuta ma la verità, purtroppo, è che spesso sono proprio queste banalità, questi dettagli marginali a fare la differenza, in negativo spesso, nella qualità e solidità di una relazione.

Il problema sta nella eccessiva superficialità con cui vengono costruite le relazioni di coppia; troppo spesso la scelta di costruire una vita in comune parte da elementi superficiali e volubili, come l’aspetto fisico, il carattere, le passioni e gli interessi.

Amare incondizionatamente

9 novembre 2010

Cosa si intende quando diciamo che l’amore dovrebbe essere incondizionato? Ha a che fare con i fatto che l’amore sia “cieco”? Condizionare vuol dire, secondo il dizionario Devoto-Oli, “Subordinare a determinate condizioni”, che sono “dati di fatto che costituiscono il presupposto necessario perché qualcosa abbai luogo”. Amare condizionatamente significa amare in cambio di presupposti determinati, quali possono essere un vantaggio, un utile, un guadagno.

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Se amo con lo scopo di essere felice, di sentirmi importante, di non sentirmi più solo, se amo per essere amato, per essere capito e compreso, per sentirmi visibile e di valore, per accrescere la mia autostima o qualsiasi altro motivo, pongo una condizione: “amo se, e solo se, questa condizione viene soddisfatta”.

Le basi di una relazione

7 novembre 2010

Ho scritto che spesso basiamo le nostre relazioni sull’apparenza che ci colpisce dell’altra persona, magari si tratta dell’aspetto fisico, oppure dei gusti in fatto di abbigliamento, potrebbe essere un certo comportamento, oppure il carattere. Questi elementi hanno una cosa in comune: sono superficiali, sono effimeri.

Pensare di costruire una relazione con una persona perché ci piace una parte di lei che potrebbe cambiare nei prossimi anni è un modo facile per garantirci guai e difficoltà con il passare del tempo. E le statistiche sui divorzi ci dicono qualcosa in questo senso.

Ansia da prestazione

30 ottobre 2010

L’ansia da prestazione nasce ogni qual volta siamo preoccupati o impauriti per il risultato di una nostra performance, che sia sportiva, professionale, erotica o intellettuale. Il problema sta nel crearci pensieri di fallimento nella nostra mente.

L’ansia potrebbe essere utile perché ci avverte di qualcosa di potenzialmente pericoloso, e una volta ascoltata e compresa, dovrebbe lasciarci liberi di agire. Spesso invece blocca e fa si che la nostra performance, come temevamo, effettivamente sia scadente.

La cosa vi riguarda? Benone, se non altro perché ho qualche consiglio per imparare a gestirla e superarla per poterci gustare il risultato finale!

Le apparenze ingannano

27 ottobre 2010

Sono convinto che l’amore e sono altresì persuaso che questa scelta sia totalmente libera, per ognuno di noi. Sono giunto a definire cosa vuol dire amare:dare incondizionatamente” , senza pretese o soddisfazioni di alcun tipo.

Il presupposto per una relazione solida e felice sta nella scelta reciproca dei partner di amarsi, senza pretendere, anche se appare paradossale, di essere amati. Amare comporta volontà, scelta, dedizione, impegno e perseveranza.

La trappola del bisogno

12 ottobre 2010

Ho già scrittodi come spesso si confonda il bisogno con l’amore (ti invito a leggere l’articolo prima di proseguire perché ti sia più chiaro cosa voglio dire). Mentre l’amore è libertà, scelta, crescita, il bisogno porta dipendenza, attaccamento, paura, diventa una prigione che ci imponiamo e dalla quale poi fatichiamo ad uscire.

Il bisogno diviene così una pericolosa trappola, soprattutto perché non ce ne accorgiamo e crediamo sia una situazione normale, un attaccamento naturale agli altri. Purtroppo non è così, e il “bisogno” nasconde quattro insidie principali.

Cosa vuol dire soffrire

5 ottobre 2010

Siamo tutti convinti che il comportamento degli altri possa farci soffrire, procurarci delusione, tristezza, dolore, e siamo altrettanto certi che il nostro comportamento può avere lo stesso effetto, facendo soffrire persone che magari amiamo. Ma è vero?

La sofferenza psicologica nasce dalla paura. Soffro per le cose che ho paura di perdere o non riuscire ad ottenere. La paura, a sua volta, deriva dal fatto che io credo di avere bisogno di quelle cose. Se ne ho bisogno, se devo necessariamente averle, avrò paura di perderle.

Soffro se una persona non mi ama perché penso di aver bisogno del suo amore, senza non sarò felice, quindi sto male. Se un amico mi delude soffro perché mi aspettavo qualcosa che ritenevo importante e che ora non avrò più, che l’altro mi ha negato.

Essere leader

18 agosto 2010

Oggi si sente spesso parlare di leadership: quando ci riferiamo ad importanti esponenti politici, allenatori sportivi che ottengono risultati eccellenti, grandi imprenditori, persone dotate di un carisma naturale, uomini in grado di incidere nel loro contesto e cambiarlo.

Cercando in rete c’è un gran proliferare di corsi sulla leadership, corsi che si prefiggono di aiutare a sviluppare le proprie doti di leader o insegnano come si guidano altre persone. Nel mondo del lavoro si cerca con maggiore insistenza chi possiede “spiccate doti relazionali e di leadership”, e spesso non si ha ben chiaro neanche cosa stiano cercando queste aziende esattamente.

Cosa farò da grande?

3 agosto 2010

Chissà quante volte ci hanno fatto questa domanda mentre eravamo bambini prima e ragazzi poi, e quante volte ce lo siamo chiesti noi stessi, e magari, anche adulti, continuiamo a chiedercelo.

La verità è che spesso non lo sappiamo adesso come non lo sapevamo allora, ma se prima era accettabile, adesso la cosa ci inquieta e delude, sentiamo il bisogno di scoprire come impiegare il nostro e tempo ed il nostro talento, vogliamo qualcosa che sia divertente, soddisfacente e ci faccia sentire realizzati.

Lungi dal poter dare la risposta universale a questa domanda , ecco qualche idea per trovare la vostra, di risposta:

Bisogno o amore?

28 luglio 2010

Qual’é il motivo per il quale amiamo? Ho scritto che dare agli altri quel che vorremmo fosse dato a noi senza alcuna pretesa o condizione, ossia dedicare attenzioni, ascoltare, rispettare, comprendere, accettare, avere interesse, sostenere, aiutare, incoraggiare senza pretesa alcuna. Ho scritto anche che amare è una nostra libera scelta

Mi sono chiesto per quale motivo decidiamo di amare una persona, cosa ci spinge a dare tutto questo senza condizioni e pretese di nessun genere, e mi sono guardato intorno in cerca della risposta, ma ho trovato invece un’altra domanda: amiamo veramente?

Ricordiamoci di amare!

15 luglio 2010

Abitudine e routine rappresentano due nemici delle relazioni di coppia, ma anche un atteggiamento “passivo” diventa un elemento in grado di deteriorare qualsiasi legame.

A mio avviso il problema risiede in una visione dell’amore di tipo “casuale”. L’amore è visto, comunemente, come un’emozione su cui noi abbiamo poca voce in capitolo. In realtà, come già scritto, l’amore è una nostra scelta, qualcosa che si fa, non che capita.

Ecco dunque qualche utile suggerimento per “ricordarci” di amare :

Cosa vuol dire perdonare

12 luglio 2010

Il perdono è una dei valori più difficili da vedere e realizzare concretamente nella nostra vita, perché presuppone un notevole coraggio e una grande dose di amore incondizionato.

Sebbene a volte sia visto come un “cimelio”di tipo religioso, il perdono rappresenta un punto fermo anche di tutte le correnti filosofiche incentrate sull’amore, poiché il perdono è una delle massime espressioni possibili di amore.

Perdonare, etimologicamente col significato di concedere, condonare, vuol dire “rinunciare alla vendetta o a qualsiasi rivalsa nei confronti di chi ci ha fatto del male, dimenticare, scordare”.

L’amore è una scelta

1 luglio 2010

Guardando la televisione, una sera di qualche giorno fa, mi sono interessato ad un programma che parlava di storie d’amore e relazioni solide che duravano ormai da moltissimi anni. Ciò che mi lascia perplesso in queste circostanze, ma anche parlandone con amici e conoscenti, è la “straordinarietà” che viene riconosciuta ad un matrimonio che duri trenta o quarant’anni. Sintomo di una società che non crede più tanto all’”eternità” dell’amore. Come mai?

Vedo che oggi intendiamo l’amore solo ed esclusivamente, o quasi, come un’emozione che “subiamo” passivamente, nel senso che “ci capita”, di innamorarci, “succede” che scatti il colpo di fulmine, e tutto questo non dipende da noi.